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2008 NUMERO 05
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Il terremoto in Cina

Potrebbe essere ancora troppo presto per conoscere i veri effetti del terribile terremoto che ha colpito la Cina ma, come spiega l’articolo apparso nella versione on-line del South China Morning Post di Hong Kong, anche il Guandong - una provincia ben lontana dalle aree coinvolte - ne è rimasto colpito.


Le città di Guangzhou e Dongguan, entrambe tra i maggiori centri calzaturieri del Paese, si trovano proprio in questa provincia.

Le fabbriche del Guandong risentono l’impatto del terremoto.


Denise Tsang


Maggio 2008

Nella storia recente è stato il più terribile terremoto che abbia mai colpito la Cina.


Nel Guandong molti sono ora i timori che la carenza di manodopera vada a peggiorare in vista del periodo di massima produttività ormai alle porte.


Secondo i rappresentanti del settore, la maggior parte dei circa 80.000 emigranti nel Guandong che hanno abitazioni nella provincia del Sichuan colpita dal terremoto sono ovviamente tentati di ritornarci per cercare familiari e amici.

 

Il disastro, che viene dopo alcune tra le peggiori tempeste di neve del paese degli ultimi 50 anni, rappresenta l’ultima sfida per i fabbricanti che ormai inseguono un sempre più esiguo gruppo di lavoratori al fine di poter garantire ai propri clienti la fornitura delle merci nei tempi previsti.

I disastri naturali, quindi, insieme al generale andamento negativo dell’economia globale, alle dispute crescenti derivanti dalla controversa legge del lavoro entrata in vigore da quest’anno, hanno sicuramente aumentato i problemi.


“La pressione sulla fornitura di manodopera specialmente a Shenzen e Dongguan sta crescendo”. E’ quanto dichiara il presidente dell’Hong Kong Toys Council, Lawrence Chan. “ La situazione sta peggiorando perché la stagione produttiva raggiungerà presto il suo picco”.

 

Eddie Lam Kwong-Tak, un esportatore di calzature con circa 40,000 dipendenti principalmente nel Guandong e a Shanghai, dice che molti emigranti del Sichuan sono così preoccupati per i loro familiari che non riescono a concentrarsi sul lavoro, il che significa una notevole perdita di produttività.

Ieri il numero delle vittime per il terremoto era di circa 32.000 mentre le stime del governo centrale parlano di 220.000 morti. Almeno 14.000 persone risultano ancora disperse.

“Molti lavoratori non riescono a concentrarsi sul lavoro e noi permettiamo loro di guardare la TV per tenerli aggiornati sulle ultime notizie. Abbiamo 20 operai che non sanno ancora cosa è successo ai loro cari”.

Mr. Lam aggiunge che il terremoto ha distrutto autostrade ed infrastrutture e probabilmente scoraggerà i fabbricanti di Hong Kong che intendevano de localizzare la produzione dal Guandong alle regioni interne come il Sichuan.

“La migrazione sarà possibile solo se la logistica e le altre parti della catena produttiva saranno disponibili”. Oltre a questo, ferrovia e il trasporti interni non sono sufficienti e contribuiscono a far lievitare i costi della logistica rispetto al Guandong.

 

Il vice-presidente della Federation of Hong Kong Industries, Stanley Lau Chin-Ho, ritiene però che solo un numero limitato di aziende di Hong Kong, operanti nel Sichuan, siano state colpite dal terremoto.

 http://www.scmp.com/

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